Enterprise 2.0 e l’Iceberg della Gestione del Cambiamento

19:11 4 07 2008

Si afferma da più parti che la chiave di una diffusione pervasiva e soprattutto efficace dell’Enterprise 2.0 nelle organizzazioni risieda nel cambiamento culturale interno e in una corretta gestione di esso.

Proprio approfondendo di conseguenza le teorie sviluppate nell’ambito del Change Management, sono stato colpito dal modello sviluppato da Wilfried Krüger, che sembra molto adatto a esprimere la vera sfida dell’implementazione delle soluzioni Enterprise 2.0 nelle organizzazioni.

Il modello di Wilfried Krüger:

Il modello di Wilfried Krüger

Questo modello presenta in modo chiaro la necessità di un approccio sistemico, proprio come già notato anche da Stewart Mader, e non solo superficiale al cambiamento nelle organizzazioni, in quanto il cambiamento “per se” non va inteso che come ultima fase di un processo sicuramente più articolato,come suggerito nel dettaglio nella interessante progressione per la realizzazione del cambiamento sviluppata da Kotter e Rathgeber, riportata di seguito:

Prima fase - preparare l’ambiente al cambiamento:

  1. Creare un senso di urgenza.
  2. Aiutando gli altri a vedere il bisogno del cambiamento e l’importanza di agire nell’immediato.

  3. Formare la squadra alla guida.
  4. Assicurandosi che ci sia un gruppo potente alla guida del cambiamento—un gruppo con abilità di leadership, responsabilità di azione, credibilità, capacità comunicative, autorità e capacità di analisi.

    Seconda fase - decidere cosa fare.

  5. Sviluppare la Strategia e la Visione per il Cambiamento
  6. Chiarire come il futuro sarà diverso dal presente, e come si può farlo diventare realtà.

    Terza fase - Farlo accadere.

  7. Comunicare per ottenere Comprensione e Adesione.
  8. Assicurandosi che il maggior numero di persone possibile accetti la visione e la strategia.

  9. Dare agli altri la capacità di agire.
  10. Rimuovendo il maggior numero di barriere possibili, in modo che coloro che vogliono far diventare realtà la visione possano farlo.

  11. Produrre guadagni a breve termine.
  12. Creando successi visibili e trasparenti nel più breve tempo possibile.

  13. Non lasciare la presa
  14. Spingendo più forte e più velocemente dopo i primi successi. Essendo instancabili nell’istituzione di ogni singolo piccolo cambiamento finchè la visione nella sua interezza non diventi realtà

    Ultima fase - Farlo durare

  15. Creare una nuova cultura
  16. Tenendo costanti i nuovi modi di operare e assicurandosi che abbiano successo, fin quando diventino parte della vera e propria cultura del gruppo.

E’ proprio il cambiamento della cultura dell’organizzazione, sia nelle sue prassi esplicite che, forse ancora di più, nelle sue assunzioni tacite, a rappresentare infatti la vera chiave di una implementazione di successo delle soluzioni Enterprise 2.0.
Gli strumenti “sociali” e di BPM verso cui oggi tendono le organizzazioni comportano infatti in via preliminare il passaggio verso una cultura di maggiore flessibilità, condivisione e collaborazione, fino al “semplice” abbandono di veri e propri usi consolidati, come ad esempio l’email, strumento tradizionale per l’adempimento di alcune funzioni di collaborazione e condivisione, sebbene meno adeguato, e che presenta infatti un ripido declino in presenza di implementazioni di successo.

E’ per questo quindi che credo che il modello di Krüger sia facilmente adatto a mostrare le vere dimensioni del cambiamento necessario a lanciare e soprattutto a sostenere il paradigma Enterprise 2.0 in ogni tipo di organizzazione.

Il modello di Wilfried Krüger applicato all’implementazione di soluzioni Enterprise 2.0


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One response to “Enterprise 2.0 e l’Iceberg della Gestione del Cambiamento”

22 06 2009
Raffaele Persichetti » Enterprise 2.0: i leader devono ascoltare con attenzione o farsi da parte (15:29:53) :

[...] tal proposito segnalo anche un articolo dal titolo “Enterprise 2.0 e l’Iceberg della Gestione del Cambiamento” pubblicato su [...]

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